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JEREZ DE LA FRONTERA

CROCEVIA DI PASSIONI

giancarlo fazzi

Giancarlo Fazzi, Senior Traveler, Italy

JEREZ DE LA FRONTERA

CROCEVIA DI PASSIONI

Tra le mie più grandi passioni di oggi elenco la musica, i motori e il Brandy.

In pratica esiste una parola che le riassume tutte ed è: Jerez de la Frontera.

Lessi quel nome, cosi esotico ai miei occhi, per la prima volta a tredici anni su una rivista sportiva e da allora lo abbinai a un concetto mitico, quasi irraggiungibile se non per i miei eroi dei motori.

La mia prima vera volta a Jerez resta però indimenticabile. Fu un sacco di anni dopo, quando partii in moto con mia moglie dall’Italia, capitando prima a Barcellona nel weekend del GP di Formula 1 e poi, per l’appunto, a Jerez in occasione della tappa del motomondiale. Una follia e un sogno allo stesso momento.

Ricordo che il giorno delle gare noi andavamo in trasferta a Granada ed un benzinaio continuava ad insistere che non era accettabile che un motociclista andasse in direzione opposta di Jerez proprio in quei giorni. Era molto serio. Sciami di motociclisti infatti arrivavano da ogni dove per andare a vedere gli eroi di allora, a dire il vero quasi tutti italiani a differenza di oggi.

Ovviamente un paio di giorni prima riuscimmo ad andare al circuito, anche solo per una foto, e fu molto emozionante.

jerez de la frontera

Il circuito di Jerez e il monumento all’ingresso della città.

Photograph by ViaggioBlues

jerez de la frontera

Ebbene siamo tornati a rifare la foto esattamente nello stesso punto. All’interno si trova il Museo del Motore ed è possibile anche fare una visita guidata su appuntamento. Sembra si possa anche salire sul podio…A questo giro non ce l’abbiamo fatta ma la prossima volta non mancheremo.

Jerez de la Frontera non nasconde affatto la vocazione motoristica richiamando l’immagine, soprattutto della moto (oggi la F1 non corre più li…) un po’ ovunque. Ad un ingresso della città un gigantesco omino della Michelin con un casco in mano si erge al centro di una rotatoria.

“…la musica, i motori e il Brandy.
In pratica esiste una parola che le riassume tutte ed è: Jerez de la Frontera.”

Jerez è famosa nel mondo anche per il proprio stile di Flamenco che, assieme a quello di Siviglia e di Cadice, è uno dei più importanti e rappresentativi. Se si visita Jerez non bisogna assolutamente mancare una puntatina in un Tabanco, un bar attrezzato per il Flamenco. Al Tabanco el Pasaje, in pieno centro, per esempio si può assistere a esibizioni molto veraci e coinvolgenti, molto lontane da quelle iper-turistiche cui si assiste nelle città più grandi. In particolare sotto le feste di Natale si pratica la Zambomba che altro non è che una forma di flamenco più popolare e centrato sul tema natalizio. Il termine Zambomba deriva da un particolare strumento costituito da una specie di tamburo con una lunga asta che muovendosi su e giù produce un suono caratteristico. Nelle esibizioni di oggi non viene quasi mai usta ma ne resta il nome.

jerez de la frontera
jerez de la frontera
jerez de la frontera

La NocheBuena a Jerez

Photograph by ViaggioBlues

Infine ho citato il Brandy ma ovviamente aggiungo anche lo Sherry. Questa passione arriva dalla lunga frequentazione in terra andalusa e dall’educazione eno-gastronomica che ne è derivata.

Il mondo del vino e dei suoi derivati, in questa parte dell’Andalusia si combina alla perfezione con l’arte e il modo di vivere. Di questo ho già ampiamente parlato in questo negli articoli dedicati a Brandy e Sherry e del Puerto de Santa Maria.

 

Jerez – Xeres – Sherry

 

Jerez è il motivo per cui lo Sherry si chiama così e perciò è di diritto l’ombelico del mondo vitivinicolo andaluso. In città si trovano più Bodegas, cioè le cantine, che da qualsiasi altra parte.

La combinazione di un buon bicchiere di Fino con uno spettacolo di Flamenco è assolutamente raccomandabile affinché le sensazioni si possano amplificare al massimo.

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Jerez e Cadice da Siviglia – Full Day(SVQJEREZ)

Il tour inizia a Jerez de la Frontera, famosa per i suoi cavalli, i vini e per essere la culla del flamenco. La nostra guida locale vi introdurrà al mondo del vi…
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Mi va di elencare anche un extra che non appartiene alle mie passioni personali ma per cui nutro sconfinata ammirazione e approvazione: l’equitazione.

Infatti Jerez vanta anche il primato di essere la capitale spagnola del cavallo. C’è una scuola e uno stile ben preciso di equitazione i cui esempi pratici si possono ammirare presso la Real Escuela Andaluza del Arte Ecuestre. Lo spettacolo cui si può assistere più volte alla settimana, avviene all’interno di un edificio che può ospitare più di mille spettatori e lascia letteralmente a bocca aperta. Inoltre all’esterno dell’edificio si possono notare anche gli allenamenti dei giovani, cosa molto interessante da vedere.

Jerez offre anche molto di più ovviamente. Essendo una città di medie dimensioni concentra una vitalità notevole, la tipica vivacità andalusa, in comunione con monumenti di sicuro interesse culturale, come le chiese e l’Alcazar.

Non ne ho parlato direttamente ma il cibo è un aspetto da non trascurare perché Jerez è letteralmente piena di Tapas bar e di ottimi ristoranti. Ne cito uno in particolare a cui tengo molto: l’Alboronia, nel centro storico a due passi dalla cattedrale, si mangia all’aperto in un magnifico patio andaluso.

Per concludere dico che ciò cui abbiamo assistito il giorno della Vigilia di Natale, cioè la nochebuena, a Jerez (in realtà un po’ ovunque in Andalusia) è stato qualcosa di unico e credo irripetibile altrove in Europa: festa in strada, con balli e canti, fino alle dieci di sera, dopo di che le vie e le piazze si svuotano velocemente lasciando posto al silenzio della notte di Natale in cui tutti restano chiusi nelle case con le proprie famiglie.

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