VIAGGI & SALUTE
Sclerodermia, Sindrome CREST e Morbo di Raynaud: quando il viaggio diventa una cura
Elena Biazzi, Senior Traveler, Italy
Soffro del Morbo di Raynaud dal 1997: in sostanza – a causa di un’eccessiva vasocostrizione delle arterie periferiche – dopo pochi minuti che sono al freddo, anche se sono adeguatamente coperta, le dita di mani e piedi diventano prima bianche (non circola più il sangue), poi blu (ne perdo la sensibilità), infine rosse (di solito quando rientro al caldo e la circolazione si riattiva).
Prima di questa data amavo l’inverno. Provavo l’ebbrezza della libertà sulle piste dell’alta montagna, sopra la nebbia della Val Padana, dove il sole splendeva riverberando sulla neve fresca, l’aria gelida ma leggera accarezzava il mio volto mentre scendevo a slalom, lasciandomi cullare dal suono degli sci che spostavano la neve a destra e sinistra. Durante la prima sciata di quella stagione 1997-98 mi accorsi, per la prima volta, che qualcosa non andava: non riuscivo più a controllare i miei mezzi, i piedi dentro gli scarponi erano due insensibili pezzi di ghiaccio, mentre le mani rimanevano anchilosate e tutt’uno, senza volerlo, con le racchette…
Mi fu diagnosticato il Morbo di Raynaud primario, cioè non correlato ad altre patologie e, quindi, tutto sommato, neppure una cosa tanto grave, anche se dovevo tenermi costantemente sotto controllo con periodici esami del sangue e capillaroscopia per monitorare tempestivamente l’insorgere di eventuali malattie più serie. Spesso, infatti, il Morbo di Raynaud è sindrome secondaria di altre forme – come la Sclerodermia, il Lupus, l’artrite reumatoide – e ne anticipa l’insorgere anche di molti anni. Di solito, se il Morbo di Raynaud compare prima dei 30 anni, si assesta come fenomeno primario, mentre se compare sopra i 30 anni c’è maggiore probabilità che sia preludio di altre patologie.
sindrome di raynaud immagini
L’evidenza sulle mani
Photograph by ViaggioBlues
Ad ogni modo, conquistai la mia convivenza con questo Morbo, sostanzialmente cambiando le abitudini: indispensabile evitare il freddo – quindi addio alle mie amate sciate – e coprirsi bene – al punto di arrivare a sudare sempre un po’, per mantenere la vasodilatazione; questo anche d’estate, perché basta l’aria condizionata di un supermercato o infilare le mani in un freezer per scatenare il fenomeno. Riuscii perfino a trovare delle solettine riscaldanti da infilare in scarpe e guanti, per quelle occasioni in cui all’uscita invernale non volevo proprio rinunciare… E garantisco che non fu cosa facile, perché allora non si trovavano nei negozi sportivi come oggi, ma erano articoli rari e costosi, che ottenni direttamente da un importatore di articoli per ciclisti, casualmente cliente della ditta per la quale lavoravo…
Nel tempo, ho scoperto che il mio microclima ideale deve avere una temperatura uguale o superiore ai 20 gradi, basse escursioni termiche e un basso tasso di umidità.
Facendo di necessità virtù, a un certo punto, mio marito ed io ci siamo chiesti: perché non migriamo verso sud, verso il caldo – proprio come fanno gli uccelli – quando qui inizia l’inferno buio, freddo e ancora più umido della Val Padana?
Così, durante l’inverno, abbiamo iniziato a esplorare le aree dal clima temperato:
- Area Mediterranea, focalizzandoci su Grecia, Andalusia, sud Italia;
- Atlantico, esplorando Algarve, isole di Capo Verde e Canarie,
- Puntate esotiche: Mar Rosso, Sri Lanka, Maldive.
Lo sappiamo, il mondo è grande e di posti da esplorare e conoscere ce ne sono ancora molti! Spero che avremo tempo, salute e denaro per poterlo fare… America, India, Indonesia, Australia ci aspettano… Intanto, però, un paio di volte l’anno, durante i “terribili” mesi da ottobre a marzo, “migriamo” in quelle zone dove abbiamo iniziato a sentirci “a casa”.
E ogni volta che rientriamo ci chiediamo: “perché?”
Non tanto “perché rientriamo?”, quello è scontato: il lavoro, la casa, il gatto, la famiglia, gli amici, la solita routine nella quale siamo invischiati come tutti… quanto “Perché scegliere di vivere in un luogo così ostile?”. E’ vero che in realtà non lo abbiamo scelto ma ci siamo trovati qui per le scelte dei nostri genitori: io ci sono nata, Giancarlo (mezzosangue padano-abruzzese) ci è migrato dalla Germania… ma perché continuare a rimanerci quando a entrambi non piace? masochismo? Ci bastano, forse, quelle rare giornate – di solito in primavera e autunno – dove puoi davvero sentirti al centro del mondo perché c’è così limpido che vedi Alpi e Appennini distintamente?
Lasciatemi elencare alcune peculiarità della nostra zona di residenza:
- L’umidità, il ristagno dell’aria e la mancanza di correnti, le incredibili escursioni termiche durante le 24 ore e tutto l’anno, l’agricoltura intensiva e l’industrializzazione rendono la Val Padana in generale e Cremona in particolare uno dei luoghi più insalubri ed inquinati del mondo…
- Per gran parte dell’anno le ore di luce scarseggiano, l’atmosfera lattiginosa – quando non nebbiosa – nasconde alla vista il colore e l’esistenza stessa del cielo, del sole, delle stelle…
- La vita all’aria aperta si riduce veramente a pochissimi mesi: in inverno fa troppo freddo e il buio arriva troppo presto, chi conduce una normale vita lavorativa è costretto per forza di cose a passare da un luogo chiuso ad un altro… chi è più fortunato, nelle rare giornate belle può uscire dalle 13 alle 14/15; d’estate, quando le giornate sono lunghe è il caldo-umido ad essere soffocante e le zanzare tigre ti assalgono ad ogni ora del giorno e della notte…
- I ritmi sociali sono forsennati: bisogna correre, fare, brigare, produrre… che cosa? Ancora non l’ho capito bene, so solo che il tempo per pensare alle cose che veramente contano te lo devi strappare con le unghie e con i denti…
Smog in Lombardia; Air Quality in Europe 2014 – scarica PDF
I risultati del vivere qui sono tanto evidenti quanto “normali”: tumori, malattie reumatiche e croniche, diverse forme di artrite,cervicalgie, depressione, perdita di contatto col proprio Sè…
Conosco diverse persone che “si curano” viaggiando o addirittura trasferendosi in climi migliori: una pensionata, che qui assumeva un’infinità di farmaci per guadagnarsi una qualità di vita comunque scadente, si trasferisce a Tenerife 6 mesi l’anno (diciamo da ottobre ad aprile), ha di gran lunga ridotto l’assunzione di farmaci e guadagnato in buonumore e in qualità della vita; una parrucchiera, che per problemi di artrite, qui non poteva più tenere in mano una forbice, a Gran Canaria haricominiciatoa vivere e a lavorare e si è pure portata là i figli, che le sono infinitamente grati per la scelta coraggiosa che ha intrapreso…
Dal canto mio posso dire che sono veramente molteplici e tangibili i benefici, anche solo di pochi giorni di trasferimento, e posso raccontarvi la mia esperienza diretta.
Una ulteriore precisazione sul mio stato di salute: nel 2008 mi fu diagnosticata la Sclerodermia o Sclerosi Sistemica (SSc), rara malattia autoimmune del tessuto connettivo; fu chiaro per me che il Morbo di Raynaud non era una malattia in sé e per sé ma un fenomeno secondario a una patologia ben più grave; fu chiaro anche che uscivo dalle statistiche o, meglio, facevo parte di quella sfortunata minoranza che, pur avendo manifestato il Morbo di Raynaud prima dei 30 anni, aveva in seguito manifestato anche una malattia autoimmune.
La forma di cui soffro, per ora, non è particolarmente aggressiva ed è classificata come sindrome CREST (acronimo di: Calcinosi, Raynaud, Esofagopatia, Sclerodattilia, Teleangectasie), le cui cause rimangono pressoché sconosciute e le cui cure sono sintomatiche; gli esperti che mi hanno assistito negli anni concordano nell’affermare che nella malattia vi è una forte “componente emotiva”, che ogni malato manifesta caratteristiche peculiari e reagisce alle cure in maniera completamente diversa rispetto agli altri: difficile, pertanto, stabilire un vero e proprio protocollo. Io, le “cure”, le ho provate tutte. Tutte quelle conosciute dalla medicina allopatica, anche alcune sperimentali. Ho assunto per alcuni mesi un farmaco (indicato per l’ipertensione polmonare ma che in diversi soggetti ha dato positivi riscontri anche per le ulcerazioni digitali) la cui confezione all’epoca costava diverse decine di migliaia di euro (oggi il costo è sceso a qualche migliaio). Ahinoi – dato che si tratta di costi sociali a carico del Sistema Sanitario Nazionale – soldi buttati al vento, perché il farmaco non ha minimamente risolto il problema e aveva talmente tanti effetti collaterali che mi veniva l’ansia ogni volta che dovevo assumerlo.
Ad oggi, nel periodo invernale, dovrei sottopormi a cicliche (almeno mensili) infusioni di Iloprost/endoprost, per evitare e/o curare le ulcerazioni digitali e, mi dicono gli esperti, anche per scongiurare un possibile interessamento a polmoni e reni. C’è solo qualche problema. L’infusione dura una giornata intera in day-hospital e, per prima cosa, bisogna riuscire a trovare la giusta velocità in endovena, che più è alta e meglio è, ma se è troppo alta gli effetti collaterali rischiano di essere ingestibili. Gli effetti collaterali ci sono sempre, a volte più sopportabili altre volte per nulla: di solito inizia un forte dolore alla mandibola, poi arrivano nausea e mal di testa, di quelli che picchiano duro; devo essere capace di segnalare la prima comparsa dei sintomi per farmi somministrare subito Plasil e Tachipirina che, in realtà, sono acqua di rose, ma meglio di niente… poi, se la cosa mi prende male, arrivano i dolori alle articolazioni, il vomito e la diarrea… il gonfiore generalizzato e il volto rosso sono ordinarietà, dato il potente effetto di vasodilatazione diffusa. Insomma, un giorno di “cura” equivale, per me, a un giorno di tortura e a una settimana di convalescenza, perché la “cura” mi butta a terra… I benefici tangibili alle dita li riscontro solo nelle ore di somministrazione diretta.
Io la considero una “cura che non cura“. La faccio di mala voglia e solo se vedo che non ho alternative. Ho intrapreso anche delle terapie naturali, ma questa è un’altra storia. Il punto che mi preme affrontare è questo: l’effetto di vasodilatazione lo posso ottenere andando in un clima più temperato; più ci sto e meglio è. Ho chiesto ai miei specialisti cosa succederebbe se mi trasferissi: ovviamente dalla malattia non si guarisce – mi dicono – ma se si possono evitare le cause scatenanti (freddo e stress) siamo già a buon punto… In sostanza: loro mi curano i sintomi e se io faccio in modo che i sintomi non si presentino, andandomene al caldo, cosa diavolo hanno da curare?!
Tutti i luoghi che ho elencato in apertura sono stati testati e si sono rivelati adatti allo scopo. Uno, a questo punto del nostro girovagare, si è dimostrato il migliore: è Gran Canaria, in particolare la zona a sud-ovest, tra Mogan e Maspalomas, da molti citata come quella con il miglior clima al mondo.
Nel pieno dell’inverno le temperature oscillano tra i 15 gradi notturni e i 25 diurni (puoi fare tranquillamente il bagno e prenderti il sole) e le ore di luce vanno all’incirca dalle 8 alle 19; piove raramente, c’è sempre una delicata brezza, il clima è asciutto ed è possibile trascorrere gran parte della propria giornata all’aria aperta, veramente con gran piacere; i ritmi sono molto più lenti che da noi: siamo pur sempre in Spagna, c’è la siesta e il fare le cose con piacere e senza fretta… A meno che tu non sia un ospite di Anfi del Mar (noto complesso turistico di stampo Norvegese), che segnala la rottura della lavasciuga: in quel caso, lo abbiamo testato, nel giro di 5 minuti un tecnico viene, verifica il guasto e ti sostituisce la lavasciuga rotta con una nuova di stringa!
“Io la considero una “cura che non cura“. La faccio di mala voglia e solo se vedo che non ho alternative”
Quindi, a dicembre o gennaio, io mi sposto qui diciamo per una decina di giorni; il Morbo di Raynaud cessa di presentarsi istantaneamente; nel giro di un paio di giorni calano i gonfiori e i dolori articolari, alle mani, ai piedi; passano anche tutti i problemi di cervicale, questione sicuramente meno rilevante della Sclerodermia ma che comunque, in Val Padana, si presenta sotto forma di veri e propri attacchi con cadenza di 7-10 giorni causando anch’essa non pochi disagi… quando rientro, i benefici permangono per qualche settimana. Il mio prossimo obiettivo è quello di provare a fare almeno un mese consecutivo, gennaio, e vedere come passa l’inverno, prima e dopo questo soggiorno.
In sostanza, non potete immaginare quante volte mi sono chiesta perché, invece di propinarmi farmaci da migliaia di euro, non mi abbiano proposto un soggiorno climatico… Lo so, sarebbe meno d’impatto sul SSN ma anche meno redditizio per le case farmaceutiche…
Se avete la Sclerodermia, il Morbo di Raynaud o qualsiasi altra diavoleria, continuate a curarvi, soprattutto se avete fiducia di chi vi segue, ma chiedetevi anche: dove vivo? come vivo? c’è qualcosa che posso migliorare?
Se poi pensate che la malattia non sia una semplice sciagura che piomba su di noi per puro caso, ma abbia in seno un messaggio preciso e una opportunità evolutiva, possiamo iniziare uno dei viaggi più entusiasmanti della nostra esistenza: dentro noi stessi.
Programmiamo, quindi, il nostro prossimo viaggio in modo che sia cura per il corpo, la mente, lo spirito.
Purtroppo, ho constatato che non esiste, come per altre malattie, un’unica lega/associazione nazionale, ma ne esistono diverse, di solito facenti capo ai principali poli di ricerca e/o centri di cura; considero la diversità una fonte di ricchezza, ma temo che la disgregazione delle forze, in questo ambito, rischi di essere controproducente e auspico che si arrivi ad avere una sorta di coordinamento nazionale che possa raccogliere le diverse voci e costituire un interlocutore maggiormente forte e visibile anche nei confronti delle istituzioni.
Dal WEB
Lascio alcuni link di riferimento per maggiori informazioni su Morbo di Raynaud e Sclerodermia
Glossario per le ricerche su internet
Di seguito indico alcune frasi di ricerca, alcune scritte volutamente in modo errato, utili per le ricerche sul web
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Ciao. Anzitutto ti esprimo tutta la mia solidarietà e comprensione: in primo luogo perché so chi sei (lavoro con Giancarlo) e secondariamente perché so di cosa parli in quanto dall’inizio del 1999 mi e’ stato diagnosticato il fenomeno di Raynaud con tutti i problemi del caso: tendiniti varie, dolori articolari, bruciore ai tendini dei polsi e dietro le ginocchia quando tentavo di tenderli, mani e dita gonfie come salsicciotti, dita bianche e doloranti e ulcerazioni varie ai polpastrelli quando esposte al freddo.
Dopo i primi 7 -8 mesi alcuni sintomi sono fortunatamente scomparsi ma comunque restavano le ulcerazioni e la spropositata reazione al freddo delle dita, una certa fragilità alle ginocchia, che col tempo mi ha portato ad abbandonare per sempre il jogging, (attività che da un paio di anni era diventata una piacevole abitudine) e la sensazione che il mio corpo fosse diventato un’armatura medioevale arrugginita.
Da quanto ho letto nel tuo articolo sei stata molto piu’ sfortunata di me: io di farmaci per questo problema non ne ho mai presi, almeno per ora, ma mi sento di darti un consiglio in base ad alcune scelte che ho intrapreso e che, alla lunga, mi hanno fatto un gran bene.
Da circa 6-7 anni ho eliminato ogni prodotto contenente glutine ( ne faccio uso solo sporadicamente per motivi sociali ) e, tranne qualche formaggio di capra un paio di volte al mese, ho eliminato tutti i latticini.
I sintomi del fenomeno sono migliorati enormemente! Il freddo non mi provoca quasi più problemi e le dita sono tornate quasi affusolate come un tempo e si ulcerano solo se uso detersivi senza i guanti ed inoltre sono tornato sciolto ed elastico quasi come un tempo.
Ti consiglio quindi di provare questi cambiamenti alimentari che in fondo, rispetto quello che hai passato e stai passando, sono veramente poca cosa.
Evita però i prodotti tipo pane, pasta e merendine varie senza glutine perché oltre a essere costosi contengono un sacco di porcherie.
Sono molto buoni ad esempio il miglio, la quinoa, il riso integrale, l’amaranto e costano relativamente poco. Dopo tutto quello che hai provato cosa ti costa? Al limite non succede niente ma sicuramente male non puo farti.
Un caloroso saluto.
Ciao Davide!
Ti ringrazio di cuore per la solidarietà ed i preziosi consigli.
In effetti sono in molti a sostenere che il glutine abbia un “potere infiammatorio” rilevante in presenza di queste forme… Se ne parla nei gruppi specifici, dove diverse persone sostengono miglioramenti tangibili dopo la sua rimozione, e addirittura il dott.Mozzi consiglia agli sclerodermici di eliminare dalla dieta tutti i cereali…
Conosco quinoa, amaranto ecc., anche se non sono riuscita ancora a introdurli con regolarità nella mia alimentazione, e desidero provare davvero a fare un certo periodo senza glutine per vedere direttamente gli effetti su di me.
Nel frattempo posso dirti che mi sto facendo seguire da una bravissima erborista che periodicamente, attraverso il Vega Test, verifica la mia risposta sia ai diversi alimenti che agli integratori che assumo e le cose cambiano nel tempo! Per esempio: una volta il riso va bene, la volta dopo é meglio evitarlo… Insomma, questo per dire che, anche nel corso della nostra vita, non é detto che una scelta possa rivelarsi definitiva: l’importante, forse, é sapersi interrogare sul senso delle cose, saper ascoltare che cosa ha da dirci il nostro corpo e agire di conseguenza.
Ciao, mi chiamo Monica, vittima anch’io del Raynaud da circa 5 anni. Non assumo farmaci di nessun tipo. Sto seguendo da poco la dieta Mozzi e mi è cambiata la vita. Ho eliminato cereali ( anche il riso), gli zuccheri, i latticini e la frutta ( riferimento in questo video http://www.youtube.com/watch?v=BP5dPZ0628s ). Mangio molto pesce, salmone e merluzzo, ottimi per tutti e quattro i gruppi sanguigni. Ti consiglio di leggere il libro di Mozzi sulla sua dieta, ne vale la pena! Un abbraccio.
Non riesco sinceramente a capire per quale motivo dovresti mangiare il riso o la quinoa…contiene zuccheri complessi e sono da evitare tanto come quelli semplici.
Ecco, a riprova di quanto detto nell’articolo
http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/12/28/foto/smog-130265972/1/#1
Voi vi immergereste mai in un lago inquinato? Però noi ci siamo dentro e lo respiriamo….